Il fintech, il crash e la fiducia

Ritengo il film The Social Network uno dei migliori mai visti sul genere legato al mondo della tecnologia e della nuova era digitale. Per essere chiaro, un “eppoliano” convinto come me per trovare un film su Jobs decente preferisce questo…dato che ciò che è uscito negli ultimi anni è davvero pessimo!

Ma non divago, vado al punto. Il film racconta la storia della nascita di Facebook e tra i numerosi episodi narrati ce quello che interessa molto in questa sede. Al culmine della deriva di Zuckerberg verso Sean Parker (fondatore di Napster, servirebbe un altro post al riguardo!), l’amico e co-fondatore Saverin congela il conto corrente attraverso il quale la nascente società pagava le spese gestionali ma soprattutto…i server!

Zuck non s’incazza perché divergono sulla strategia da adottare…no, s’incazza perché congelando il conto Saverin ha creato il rischio di un crash di Facebook con potenziale danno alla reputazione e quindi minando l’esistenza stessa di Facebook!

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Apple Pay e un paio di sassolini

Da buon fanatico “eppoliano” due righe sull’imminente sbarco di Apple Pay in Italia devo scriverle per forza…

Il primo commento che mi viene da fare, considerando che oramai i pos contactless sono diffusissimi, è –> finalmente potremo uscire di casa per fare la spesa e lasciare il portafogli a casa!

Apple Pay è sempre stata vista come una risposta poco disruptive, un po’ perché alla fine hanno inserito in iPhone il chip nfc (cosa che Steve Jobs detestava) e un po’ perché ci si aspettava che Apple costruisse un payment antitetico alla Banca mentre si è alleata con loro.

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Alternativa al mondo bancario? Vai su Fintastico

 

Lo scopo di questo blog è diffondere il tema fintech e accompagnare i titolari di partita iva e le associazioni di categoria verso la consapevolezza e l’uso di strumenti nuovi. Una “cinghia” di trasmissione fondamentale per fare questo sono anche i professionisti che seguono le aziende e con i quali spesso discuto di quante società fintech stiano nascendo che potrebbero migliorare notevolmente alcuni indicatori delle PMI e micro imprese.

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L’alba di un nuovo mondo

Il titolo l’ho ricavato da una frase di un “promotore fintech” col quale ho avuto una piacevole conversazione telefonica tutta basata sul cambiamento in ambito finanziario, dal P2P lending alla vendita di fatture su piattaforme on line, dall’equity crowdfunding al bitcoin! A un certo punto della telefonata, entrambi gasati ed entusiasti, Carlo mi dice “Pierpaolo, siamo all’alba di un nuovo mondo!“. Una frase meravigliosa che condivido in toto e che mi fa pensare subito dopo a una domanda:

QUANTI NE SONO CONSAPEVOLI?!

Questa domanda ottiene una risposta nella vita reale, ogniqualvolta incontro titolari di partita iva (TPI) che potrebbero ottenere un grande giovamento dall’innovazione ma per diversi motivi ne sono totalmente ignari.

Un motivo molto grave per il quale questo non accade è dato dalla ricettività o meno del TPI. Ci sono titolari ancora legati a finanziare il flusso di cassa con il fido della banca, sono quelli che prestano più attenzione alla banca che al margine delle vendite; sono quelli entrati oramai nel loop “la banca del cazzo mi mette in difficoltà” e che nel 2017 equivale al “sei fottuto alla grande”! Sono, da un lato, diventati schiavi dei loro clienti peggiori e, dall’altro, sono sotto botta dei fornitori. L’unica strada è il credito bancario finchè dura…e sappiamo che oggi non dura. Con le conseguenze del caso. Continua a leggere L’alba di un nuovo mondo

Prestito fintech vs Prestito in filiale

E’ abbastanza chiaro, qui si lavora solo sui titolari di partita d’iva e a breve ci sarà un post dedicato su come sta evolvendo l’approccio di Soluzioni Rateali verso le esigenze delle micro e piccole aziende.

Mi capita ancora di ricevere segnalazioni per pratiche di prestito a privati che in genere non accolgo più e giro a colleghi che operano nel canale tradizionale. Però la settimana scorsa mi sono capitate due opportunità molto interessanti che mi hanno indotto un po’ a “sfruttarle” come test.

Nell’arco della stessa giornata mi sono piovute sul tavolo due richieste di prestito personale con caratteristiche molto molto simili: richiedenti donne, part time con stipendio 7/800 euro, non indebitate e con richieste da € 6000 e € 5000. Anche altri parametri importanti quali vivere in casa di proprietà, intestatari di conto corrente, banca dati “bianca”. Insomma, profili identici con simili redditi…l’occasione era troppo ghiotta per non fare un bel confronto tra il canale fintech (piattaforma di peer-to-peer lending) e quello tradizionale (la filiale di una nota società finanziaria)!

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