Il fintech, il crash e la fiducia

Ritengo il film The Social Network uno dei migliori mai visti sul genere legato al mondo della tecnologia e della nuova era digitale. Per essere chiaro, un “eppoliano” convinto come me per trovare un film su Jobs decente preferisce questo…dato che ciò che è uscito negli ultimi anni è davvero pessimo!

Ma non divago, vado al punto. Il film racconta la storia della nascita di Facebook e tra i numerosi episodi narrati ce quello che interessa molto in questa sede. Al culmine della deriva di Zuckerberg verso Sean Parker (fondatore di Napster, servirebbe un altro post al riguardo!), l’amico e co-fondatore Saverin congela il conto corrente attraverso il quale la nascente società pagava le spese gestionali ma soprattutto…i server!

Zuck non s’incazza perché divergono sulla strategia da adottare…no, s’incazza perché congelando il conto Saverin ha creato il rischio di un crash di Facebook con potenziale danno alla reputazione e quindi minando l’esistenza stessa di Facebook!

Ora, questa semplice regola della new economy basata sul digitale vale oggi ancora più di 13 anni fa! Quindi, ogni startup o business basato esclusivamente sulla rete, sul digitale (e quindi incluse le fintech) deve prestare la massima attenzione, prioritariamente proprio a questo: non deve crashare mai!!

Se accade che una sera devi fare un bonifico urgente e vai all’app della tua banca digitale e non funziona…vai sul sito e non funziona…come la risolvi? E’ un caso vero, accaduto di recente. Non una banca totalmente digitale, una che stimo e che ha una rete “ibrida”. Ma se ha una sola filiale, una per regione e magari nel capoluogo…come si fa?

Certo potresti obiettare che le filiali fisiche a volte in orario di lavoro non abbiano la famigerata connessione; va bene, a volte è pure vero (sì perché spesso sono cazzate) ma è anche per questo motivo, ossia <<NON PERDERE TEMPO>>, che le banche tradizionali rischiano seriamente di ridursi di numero oltre a doversi riqualificare velocemente.

E se sei una banca tradizionale che vuole adeguarsi, fallo bene! Se il cliente avanzato, quello che mette piede in filiale una volta l’anno solo per firmare l’antiriciclaggio, dal web sceglie come opzione quella di servirsi della filiale on line immagina che i tempi di reazione siano immediati e non da filiale fisica…Anzi, in filiale fisica sarebbero più veloci!!

In tale pressappochismo digitale, le fintech possono erodere clienti ai tradizionalisti. Ci sono esempi interessanti di banche totalmente digitali che si stanno affacciando sulla scena italica (N26 già c’è e dall’Olanda arriverà Bunq); loro, essendo fintech ma soprattutto come esempi di banche di raccolta totalmente digitali, devono soddisfare un requisito minimo e imprescindibile:

ACQUISIRE LA FIDUCIA DEL CLIENTE

Cosa possono fare? MY TWO CENTS:

  1. mettere in home page a caratteri quasi cubitali che si aderisce al Fondo tutela depositi bancari (che sia quello italiano, tedesco o altro…segnalarlo chiaro e forte)
  2. call center con personale qualificato a disposizione 24/7…ergo sempre (con buona pace dei “lavorare meno o decrescitori felici!”)
  3. app e sito sempre funzionanti al 100%, il CRASH non deve essere proprio contemplato!
  4. avere sempre una soluzione di back up per ogni operazione gestibile dall’app o sito web

Anche il cliente più evoluto, persino chi fa trading di criptovalute, quando deve mettere i suoi soldi in una banca, sia pure 100% digitale e senza presenza fisica, ha bisogno di fidarsi.

#nocrash

 

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