L’alba di un nuovo mondo

Il titolo l’ho ricavato da una frase di un “promotore fintech” col quale ho avuto una piacevole conversazione telefonica tutta basata sul cambiamento in ambito finanziario, dal P2P lending alla vendita di fatture su piattaforme on line, dall’equity crowdfunding al bitcoin! A un certo punto della telefonata, entrambi gasati ed entusiasti, Carlo mi dice “Pierpaolo, siamo all’alba di un nuovo mondo!“. Una frase meravigliosa che condivido in toto e che mi fa pensare subito dopo a una domanda:

QUANTI NE SONO CONSAPEVOLI?!

Questa domanda ottiene una risposta nella vita reale, ogniqualvolta incontro titolari di partita iva (TPI) che potrebbero ottenere un grande giovamento dall’innovazione ma per diversi motivi ne sono totalmente ignari.

Un motivo molto grave per il quale questo non accade è dato dalla ricettività o meno del TPI. Ci sono titolari ancora legati a finanziare il flusso di cassa con il fido della banca, sono quelli che prestano più attenzione alla banca che al margine delle vendite; sono quelli entrati oramai nel loop “la banca del cazzo mi mette in difficoltà” e che nel 2017 equivale al “sei fottuto alla grande”! Sono, da un lato, diventati schiavi dei loro clienti peggiori e, dall’altro, sono sotto botta dei fornitori. L’unica strada è il credito bancario finchè dura…e sappiamo che oggi non dura. Con le conseguenze del caso.  Poi ci sono anche i TPI che a un certo punto, prima di entrare nel loop di prima, si fermano e si fanno domande; si rendono conto che prima degli oneri finanziari forse hanno qualche cosa da rivedere in azienda, magari si stanno sbilanciando su clienti che non vale la pena continuare a servire o hanno perso il controllo di tutti i crediti da recuperare. Insomma, sono quelli che fanno autocritica e ragionano in termini aziendali in primis, poi finanziari. Ecco, questi sono quelli che possono salvarsi e con i quali puoi discutere di forme alternative di credito. Io conosco alcuni TPI del primo caso (per completezza d’informazione, non è andata benissimo la consulenza con loro!) e alcuni del secondo. Con questi, ad esempio, stiamo andando avanti con la valutazione dell’anticipo fattura su piattaforma on line, bypassando la banca, lo sportello fisico…direttamente dal mio Mac!

La consapevolezza gliela stiamo dando noi, consulenti fintech, unendo il nostro entusiasmo e competenza alla loro ricettività.

Un altro motivo che incide è la conoscenza, meglio, la mancanza di conoscenza. Questa può essere determinata o dalla pessima strategia commerciale delle startup o dalla mancanza di sensibilità da parte del TPI. Quando il titolare non ha la sensibilità, dovrebbe essere qualcun altro a farne le veci. Potrebbe essere il commercialista, il contabile interno in azienda…insomma qualcuno che possa consigliare l’imprenditore. Esempio: quando faccio rifornimento di carburante e il gestore ha un pos gsm (!!) o quando in qualsiasi negozio di vendita (alimentari e non) o non c’è il pos (qui siamo alla follia) o c’è sempre il famigerato gsm. Loro del mobile pos non sanno nulla, non sanno che costa meno del pos tradizionale, che funziona con il loro tablet e quindi è più veloce, sicuro e funge anche da gestore delle vendite con la possibilità di avere dati sui clienti/transato/ecc in modo molto più accessibile così da poter conoscere meglio i propri clienti.

[Il caso del mobile Pos è il classico caso di grave errore strategico da parte delle startup. Loro fanno spesso un grave errore –> non avere investito i danari che hanno ricevuto dagli investitori in marketing per prendere i clienti. E se sul marketing erano scarsi, sul commerciale pessimi! Ormai è storia e le banche e/o i gestori hanno oramai acquisito il mPos mettendo fuori gioco le startup]

L’alba di un nuovo mondo, come frase, viene pronunciata da Carlo durante i vari scenari di fintech ma esattamente subito dopo aver parlato di bitcoin e Blockchain.

E a proposito di consapevolezza…venerdì 24 febbraio 2017 ho partecipato a un convegno della BFP (Bitcoin Foundation Puglia) perché ne voglio sapere di più e cogliere i nuovi trend utili per me e i TPI. In Puglia, a Molfetta presso l’Hotel Nettuno, una bella location, ben arredata con un parterre di formatori composto dai fondatori dell’Associazione, tutti ragazzi in gamba ed entusiasti, e una discreta platea.
Insomma, non eravamo tantissimi, ma eravamo CONSAPEVOLI!

Ma come poteva essere diverso nel Paese dove i mass media ti riempiono il cervello con la scissione del PD, con Sanremo e le Isole dei Famosi, Roma-Raggi e 5 stelle, la Pubblica amministrazione pronta ad assumere (ancora?!) e Renzi che torna dalla Silicon Valley e sembra non averci capito granché? Poi abbiamo una politica che ostacola l’innovazione (vedi caso Uber e Flixbus) e mass media che si occupano di economia e finanza che non colgono (o non vogliono?) il significato di Bitcoin. Al riguardo, è recentissimo un articolo de Il SOLE 24 ORE, con risposta garbata di Assobit e ribattuta rozza del vicedirettore! Sintetizzo qui riportando il post di un arguto e tosto torinese (Stefano Bassi) che non le manda a dire e che cura un blog da seguire assolutamente!

Il bitcoin è una moneta virtuale, oggi molto volatile (e quindi speculativa, verissimo), senza una Banca Centrale a capo e che sta entrando nella vita reale. E’ anche un mezzo di pagamento, stanno sorgendo i primi ATM per prelevare e poi si basa su una struttura, la Blockchain, che potenzialmente può rivoluzionare molti settori.

Tra i partecipanti come me, molti erano TPI e volevano capire, comprendere per essere pronti…volevano essere CONSAPEVOLI!

Insomma, il nuovo mondo si vede, è lì…siamo solo all’alba!

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