Una mattina in filiale

La nuova finanza (fintech) vs le banche tradizionali, una competizione che vive ancora una fase embrionale.

Non è chiaro se i due mondi andranno in totale contrasto, se collaboreranno attraverso accordi commerciali o addirittura qualcuna comprerà l’altra (forse le banche compreranno le fintech?). Magari, si verificheranno tutte le opzioni a seconda del campo d’interesse.
In attesa, ognuno tesse la propria tela e in questa sede la cosa fondamentale è cercare le soluzioni migliori per i titolari di partita iva all’interno del fintech. L’obiettivo è accompagnare le aziende verso l’innovazione usufruendo di determinati servizi finanziari “disintermediati” e con notevoli vantaggi per l’imprenditore. A monte, prima di procedere con una soluzione fintech c’è un’analisi aziendale che serve a capire quale sia lo strumento più adatto; si scava così nel profondo per arrivare a definire, ad esempio, se serve effettivamente la nuova linea di credito che l’imprenditore richiede.

Capita però che alcuni servizi finanziari non siano ancora coperti dalle fintech.

Parliamo del mutuo. Ad oggi, un mutuo on line un’azienda non può farlo. Può chiedere liquidità attraverso Borsa del credito o Lendix o può scontare fatture con Credimi, Workinvoice e altre due società ma per un mutuo bisogna varcare la soglia della filiale!

Così ho accompagnato un’azienda commerciale solidissima (lavora con altre banche e ha rating 1.5) presso una filiale di una banca con qualche “situazione” da risolvere ma con tanta voglia di ripartire a fare credito e clienti in modo sano (almeno le intenzioni sono quelle!).

Oggi, quando si va dal direttore di una banca si va preparati su tutto: il rating, il proprio bilancio, i crediti, i debiti e cosa si vuol fare da grande…ergo qual è il progetto imprenditoriale per i prossimi anni. Meglio ancora, quando ci si reca per richiedere linee di credito, presentarsi già con un business plan e risposte precise perché le banche non sono più disponibili a fare da “tenda a ossigeno” per aziende che non stanno in piedi.

Se non ci credi guarda questo grafico.

Questi valori sono il rapporto tra le sofferenze (i crediti che non vengono più pagati alle banche) e il patrimonio netto delle banche creditrici…le prime 24 banche con il coefficiente peggiore. Quale di queste banche potrà derogare ai parametri contabili o al rating? Nessuna, ovviamente. In realtà, non c’è nessuna banca in generale, nemmeno la più solida (Intesa San Paolo), che possa lavorare come si faceva negli anni 80-90.

Il Direttore di banca, oggi, nel 2017 si deve “mettere a parte civile” perché non può proprio fare nulla di diverso se non piegarsi al rating da un lato e al deliberante dall’altro!
Cosa puntualmente successa anche in questo caso tanto che dopo una sorta di tira e molla tra direttore e imprenditore su aspetti tecnici dell’operazione (neppure siamo arrivati alle condizioni!) mi rivolgo a quest’ultimo e, ad alta voce, gli dico:

allora, tieni presente che già oggi potresti fare le seguenti cose –> levare il pos bancario e mettere un mobile pos NON bancario + Satispay (con questa soluzione abbatti i costi della monetica in modo pazzesco passando da una commissione di 0,5-1,2% a o,10 centesimi a transazione!) –> cercare credito su piattaforme P2P lending,  senza mettere piede in una banca…dato che non sono loro ad erogare!

La cosa più interessante di questo ragionamento è stato guardare la faccia del Direttore…mi ha fulminato con lo sguardo! Tra l’altro persona gradevole ed educata che ha colto in poche frasi che tecnicamente le fintech stanno creando un nuovo modello di servizio, una facilità d’uso e costi (non solo economici) inferiori al canale tradizionale…a loro insomma.

Come dicevo all’inizio, non è ancora chiaro come andrà a finire questa competizione ma è una certezza che un imprenditore che può scontarsi una fattura on line nel suo ufficio invece di mettersi in auto, cercare parcheggio, entrare in filiale e fare la fila…guadagna molto in termini di TEMPO da dedicare attivamente alla propria azienda.

Così come, un imprenditore che per recuperare liquidità usa le piattaforme di P2P lending risparmia tanto tempo liberando risorse alla focalizzazione sul proprio progetto d’impresa.

In definitiva, il mondo del credito tradizionale è in una fase di cambiamento tra parametri europei stringenti, sofferenze e rivoluzione digitale. Il fintech è lì pronto a prendersi una fetta di quelle imprese che intendono lavorare in modo sano con gli strumenti bancari/finanziari, deve essere veloce e organizzato.

 

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